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KANDINSKY Mostra di Vasilij Kandinskij Palazzo Bonaparte Roma

COMUNICATO → Dal 15 Settembre al 14 Febbraio 2027, a Roma, le Sale di Palazzo Bonaparte ospitano la retrospettiva monografica titolata Kandinsky, dedicata a Vassily Kandinsky (Mosca, 1866 – Neuilly-sur-Seine, 1944), padre fondatore dell’astrattismo moderno. Curata da Angela Lampe conservatrice delle Collezioni moderne al Musée National d’Art Moderne Centre Pompidou, con la consulenza scientifica ed editoriale di Francesca Villanti, l’Esposizione è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi temporaneamente chiuso per interventi di restauro e che ha reso possibile il prestito oltre settanta Opere provenienti in gran parte dal fondo donato dalla moglie dell’Artista, Nina Kandinsky. arricchita da testimonianze dell’epoca, con fotografie, elementi biografici, lettere. Il progetto è patrocinato dall’Ambasciata di Francia in Italia, dalla Regione Lazio e da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura realizzato anche grazie alla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. Dalle prime Opere legate alla tradizione figurativa e al folklore russo, fino alle composizioni astratte, la Mostra di Roma permette di comprendere l’evoluzione di uno tra i protagonisti più rivoluzionari e spirituali dell’Arte del Novecento che trasformò forme e colore in emozione pura. La costante indagine sul rapporto tra Arte e Spiritualità, unita all’interesse per la musica e per le teorie sul colore, rende la ricerca di Kandinsky un terreno di sperimentazione straordinario, capace di influenzare profondamente non solo la Pittura, ma anche l’Architettura, il Design, le Arti contemporanee. Una visione destinata a diventare una delle chiavi di lettura dell’Arte del Novecento. Lo studio dei testi esoterici, di Teosofia prima e Antroposofia poi, hanno forgiato il linguaggio dell’Arte astratta di Kandinsky, studiando direttamente i testi di Rudolf Steiner. Kandinsky scrive che … l’armonia dei colori deve basarsi unicamente sul principio della risonanza con l’Anima umana, Questo fondamento sarà definito come il principio della necessità interiore. Durante il suo periodo a Monaco, ha frequentato diverse Conferenze tenute dallo Steiner e nel suo saggio Lo Spirituale nell’Arte del 1911, Kandinsky cita espressamente la Teosofia della Madame Blavatsky. Condivideva con altri grandi Artisti in tutto il Mondo una ricerca dove l’Arte avesse il compito di elevare l’Anima oltre la materia. Con La Teoria dei Colori, saggio basilare scritto da Goethe, Kandinsky assimila interiormente l’esperienza goethiana, anch’essa pilastro della formazione di Steiner, che curò gli scritti scientifici di Goethe. Kandinsky ne ha rielaborato i concetti spirituali all’interno del proprio saggio, Lo spirituale nell’Arte dove i colori, sono sintesi di vibrazioni capaci di toccare direttamente l’Anima, analisi che risente degli impulsi della Scienza dello Spirito. L’Arte di Kandinskij, e dei grandi maestri di tutto il mondo tra ‘800, ‘900 e inizi del III° Millennio, da Beuys a Besant, da Stabrowski a Klint, da Paul Klee a Čiurlionis, da Kupka a Carlo Levi, da Delville a De Chirico, a Gianpaolo Berto, da Franz Marc a Ginna e poi Munch e Hodler, Mario Merz e Luigi Russolo, Malevic, Balla, Duchamp, Beppe Assenza, Chagall, Leadbeater, Dalì, Arp, Mirò, Pollock, Mondrian … si fonda sul concetto che la pratica dell’Arte, come della Musica e delle altre discipline artistiche, sia una missione universale, debba esprimere la spiritualità interiore e le emozioni profonde, impulso edificante alla base del processo evolutivo dell’Umanità. La missione dell’Arte come necessità interiore. Nel volume Lo spirituale nell’Arte, Kandinsky sostiene che l’Opera d’Arte non nasce da regole fisse o dal mondo esterno, ma dal bisogno intimo dell’Artista di farsi Portale e di esprimere la propria Anima e lo Spirito del proprio tempo, come con la musica, dove Kandinskij, con il sodalizio di Schönberg, paragona la pittura alla musica. Le note musicali incidono direttamente l’Anima umana, così i colori e le forme possono generare una Armonia visiva, come nelle Madonne di Raffaello. Questa è la percezione per cui la stimolazione di una via sensoriale e/o intuitiva origina per estensione la reazione in un’altra dimensione, la capacità di sentire i suoni attraverso i colori. Kandinskij era al corrente che ogni colore possiede una propria risonanza spirituale, dove il giallo esprime vitalità ed energia terrena, il blu evoca calma e spiritualità profonda … e così via, testimoniata fra l’altro anche da Maître Philippe de Lyon con le sue facoltà e conoscenze scientifiche di curare, anche malattie terminali, attraverso una iperconnettività neurologica delineata da una specifica correlazione tra nota musicale, il colore e l’organo del corpo umano appartenente a quel colore e a quella specifica nota musicale. In Esposizione, dipinti, studi preparatori, documenti e materiali d’epoca testimoniano la ricchezza della sua ricerca creativa, offrendo uno sguardo completo sulla nascita di un nuovo alfabeto visivo che ha segnato in modo decisivo la storia dell’Arte. Articolata in cinque capitoli cronologici e tematici, la rassegna mette in scena l’avventura umana e intellettuale di un uomo che a trent’anni scelse di abbandonare la Cattedra Universitaria in Legge ed Economia a Mosca per realizzare la pittura a Monaco di Baviera. La Mostra di Kandinsky è un viaggio attraverso un percorso espositivo dove l’esperienza del visitatore si sviluppa su due livelli dell’edificio storico, con le Opere di Vassily Kandinsky illuminate singolarmente per favorire un rapporto intimo con lo spettatore. La visita apre con un video introduttivo di qualche minuto. Il tragitto è circolare e intreccia la ricerca pittorica con foto, documenti d’archivio della Bibliothèque Kandinsky e oggetti personali che raccontano l’uomo dietro l’Artista. Salendo lo scalone principale si accede alle Opere della maturità. Qui si trova anche una Sala immersiva con specchi, dove forme e colori si moltiplicano all’infinito coinvolgendo direttamente lo spettatore nello spazio del quadro. Il percorso si completa con il ritorno al piano terra, dove si trovano il bookshop e un bistrot per una sosta prima dell’uscita.