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JAVIER Costellazioni Ipogeo Ponte dell’Oratorio Macerata

Curata da Francesco Ruggiero si è inaugurata a Macerata la Mostra personale del Maestro Javier, titolata Costellazioni, Mercoledì 31 Dicembre 2025 alle ore 17.30. La Mostra, patrocinata dal Comune di Macerata, è allestita nelle Sale espositive dell’Ipogeo a Ponte dell’Oratorio in Corso della Repubblica 35. Quindici le Sculture in esposizione selezionate per l’occasione e realizzate con materiali eterogenei, pietra calcarea del Conero, marmo di Carrara, pietra arenaria, pietra dell’Ete vivo. Un tracciato cosmico all’interno del quale sperimentare le Costellazioni con l’apparire dei dodici Segni dello Zodiaco, a generare quella armonia di suoni celesti, composti da Louis Siciliano.

Scrive Marco Bussagli dell’Artista Javier … Diceva Michelangelo di sé stesso che aveva imparato l’Arte della Scultura succhiando il latte dalla sua balia che era la moglie di uno scalpellino nel piccolo borgo di Settignano della seconda metà del XV secolo. Questo vuol dire che l’Artista si sentiva prima di tutto uno Scultore, anche se i suoi ineguagliabili dipinti, tavole o affreschi che siano, sarebbero stati la Scuola nel mondo. Vasari definiva la Volta Sistina come della lucerna dell’Arte nostra, ma l’ambito nel quale Michelangelo si sentiva maggiormente a proprio agio era la Scultura perché ciascuno sceglie il linguaggio privilegiato con cui esprimere la propria creatività. Allora, senza voler fare paragoni impropri, si capisce bene perché l’indirizzo di posta elettronica (cambiano i tempi, ma non la sostanza!) dell’Artista che ho qui il piacere di presentare sia: javierscultore@gmail.com. Un’e-mail che è una vera e propria dichiarazione d’intenti e, nello stesso tempo, specchio di sé stessi e del modo di intendere la propria Arte. Le ho viste le Sculture di Javier, nato a Buenos Aires, ma ormai marchigiano da decenni, proprio come Osvaldo Licini, nato nella provincia di Fermo, vissuti nella sua Macerata, la città di Scipione, ma pure di Padre Matteo Ricci che seppe guardare a Oriente, come fece, nel XX secolo, da storico e linguista Giuseppe Tucci, pure lui marchigiano. Le ho viste le Sculture di Javier, dicevo, e poco hanno da invidiare a quelle di Enzo Cucchi. Frammenti a tutto tondo che sono schegge della realtà interiore coagulata dalla materia del mondo. … Come Michelangelo doveva dipingere per essere Scultore, così Javier non può fare a meno di quest’altra forma d’espressione per completare la sua felicità dell’Anima … Anzi, è qui, nell’ampio campo della pittura che Javier può abbandonarsi a quanto più gli interessa del linguaggio visivo: la sperimentazione. Non è un caso che le sue Opere siano realizzate mescolando insieme diversi medium e alcuni materiali, come gesso, smalti e terre colorate che, poi, finiscono per dialogare con tecniche storiche come quelle dei colori ad olio, ma pure con quelle acriliche e le tinte industriali, secondo quanto hanno fatto, prima di Javier, grandi Artisti come Jackson Pollock o Hans Hartung. Infatti, quel residuo di figurativismo che affiora nelle Opere scultoree, scompare quasi del tutto nelle sue creazioni pittoriche. Un momento centrale nel percorso di Javier e della sua voglia di sperimentare fu certo la realizzazione, nel 2011, di un’Opera come Amore e poesia, frutto della frequentazione della Scuola del Graffito di Montemurro. Qui, da più di dieci anni (prima edizione 2010), si tiene un raduno di Artisti internazionali che vengono ad apprendere una tecnica messa a punto dal Maestro Giuseppe Antonello Leone, quella del Graffito a colori multistrato. Si tratta di un’esperienza unica che può essere vissuta solo in questo Comune del potentino perché la materia prima è costituita dalle arenarie del Quaternario reperibili in quest’area della Basilicata … [materiali utilizzati anche per la realizzazione di alcune Opere esposte in Mostra] Esse vengono colorate con pigmenti, stese con la spatola, e poi incise con lo stilo per farne dei grandi pannelli che trasformano il paese in una sorta di Museo a cielo aperto. … Sono le Opere dell’Artista argentino, un concentrato vitale di energia che è stata forzatamente confinata in uno spazio dal quale cerca invano di liberarsi. Il risultato è una felice suggestione dinamica che pare estendersi al di là dei limiti fisici del supporto, come se si trattasse di fotogrammi dell’Anima colti in un momento preciso. Javier, però, si diverte anche a giocare su un’altra ambiguità che è un altro segreto del fascino della sua Pittura e che affonda le radici in quanto, già da tempo, era stato indicato da quella mitica figura che fu Ermete Trismegisto: ciò che è in alto è uguale a ciò che è in basso. L’infinitamente grande è identico all’infinitamente piccolo. Allora, basta cambiare il punto di vista e le armonie delle sfere subito diventano armonie delle cellule. Così, le Galassie e le tracce siderali diventano il citoplasma cellulare, gli ammassi stellari, sono vortici di ribosomi, e le nebulose gli sfilacciati apparati di Globi, reticoli endoplasmatici e ammassi proteici. Viene in mente la pittura organica del pittore cileno Robert Matta con le sue luci plastiche e i suoi giochi luministici cellulari, costruiti intorno agli spermatozoi del colore che vagolano senza sosta in un citoplasma di materia pittorica. Allora si capisce il motivo per cui ho pensato di definire Javier Pittore circolare, perché la sua Opera suggerisce una continuità della Natura e delle sue armonie che l’occhio dell’Artista ha saputo scovare tanto fra le profondità delle Galassie, quanto negli interstizi intercellulari. Per la presentazione del Catalogo pubblicato per la Mostra Luigi Canali della Fondazione Premio Antonio Biondi sottolinea che … Siamo il Paese con i più grandi tesori artistici al mondo. In una epoca come questa, in cui la concorrenza globalizzante ci vede in difficoltà se ci misuriamo sulle quantità materiali e finanziarie, diversamente avviene con la produzione immateriale, con le enormi potenzialità creative da sempre incise nel nostro DNA, così come da sempre il nostro Bel Paese è riuscito a fare. Macerata è un ganglio vitale dell’Italia, in cui lo Spirito della Cultura è converso per espandersi a nutrire il Bel Paese di forte Cultura e grandi tradizioni. Quando si pensa a Macerata, l’immagine si plasma nelle arie dello Sferisterio, dell’Orologio dei Tempi, dei Musei Civici di Palazzo Bonaccorsi, di Palazzo Ricci, di Fonti e sorgenti d’acqua, di Abbazie, Chiese e Cattedrali, della Biblioteca, del Teatro Lauro Rossi, della Loggia dei Mercanti, della Torre Civica, dei suoi icastici vicoli e l’Ipogeo su Vicolo Ponte dell’Oratorio, appena restaurato, che ospita la Mostra Costellazioni del Maestro Javier. Una terra scolpita dalla Storia nei lastricati dei suoi viali e nelle pietre dei suoi Palazzi, tanto più nei suoi superbi affreschi dei Musei Civici. Per tutta la durata dello Stato della Chiesa è stato un luogo di conio della moneta ecclesiastica, centro quindi anche economico che ha dato vita all’intero territorio delle Marche, del Lazio e dell’Umbria. I suoi Monumenti e lo spazio dell’insediamento umano, situati nel denso contesto paesaggistico, fin dall’antichità, risulta organizzato razionalmente in armonia con i canoni naturali riconosciuti dalla Scienza, tra i quali il più diffuso è la proporzione aurea. Lo spazio architettonico, con la sua calibrata armonia proporzionale e cromatica che include le altre Arti, un tempo rivelava ai suoi abitanti le leggi cosmiche, a livello cosciente o subliminale. Conosci te stesso … era scritto sul Tempio di Apollo a Delfi. Dal medesimo afflato di mistica unità sorsero le Cattedrali del Medioevo, per mano di anonimi scalpellini itineranti sulle rotte di tutto il mondo cristiano. Si prosegue dalla suggestiva e nobile ambientazione dell’Ipogeo al Ponte dell’Oratorio di Macerata, per proiettarsi verso la contemporaneità con l’invito appassionato a sviluppare la conoscenza del territorio e con l’inizio di un rapporto dialogico corale, di una comunione di intenti e di energie. Un’occasione questa della Mostra personale dell’amico Artista Javier per favorire l’incontro tra una domanda turistica maggiormente caratterizzata dall’esigenza di vivere il territorio, la cultura, le tradizioni e i tesori d’Arte, con un’offerta culturale che negli ultimi anni sta cercando di adeguarsi ad una più sofisticata richiesta, in un quadro diversificato che non trascura gli itinerari artistici contemporanei, come quelli spirituali, le feste legate alle tradizioni come i grandi eventi di spettacolo. È intendimento della Fondazione Premio Antonio Biondi la creatività, gli ideali e il coraggio degli Artisti, che devono essere supportati per costruire una collaborazione globale, al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile e assicurare un migliore futuro per tutti. Aggiunge Francesco Ruggiero … ciascuna Opera realizzata rappresenta un segno zodiacale cristallizzato all’interno di una complessa istallazione architettonica e ambientale. L’Artista è stato guidato, nella realizzazione delle Opere scultoree esposte, dalla percezione visiva e creativa di Dante, che, nell’architettare il Paradiso, varca le volte dei Pianeti per pervenire al cielo dello Zodiaco ordinato e composto tra Scienza e Creatività, come nel cerchio dei colori di Goethe. Obbiettivo di questo appuntamento è approfondire, attraverso l’Arte, la ricerca e ritrovare la sintesi tra Scienza e Spirito, la Scienza dello Spirito, in continua evoluzione. Una occasione di livello che apre a vitali riflessioni a cui il visitatore è pregiato: andare al di là delle conoscenze puramente intellettualistiche con cui esplora il mondo sensibile e avvicinarsi, con le proprie forze, alla comprensione del mondo sovrasensibile. Accorgersi essere umano e cosmico, entità umana e divina, poiché, come sottolineava il filosofo francese Pierre Teilhard de Chardin, noi … non siano esseri umani che vivono una esperienza spirituale ma siamo esseri spirituali che vivono una esperienza umana. Il percorso della Mostra si trasforma così in una affascinate e labirintica scoperta dove ogni visitatore potrà svelare il proprio portale, come ci rappresenta Giordano Bruno nel suo trattato di mnemotecnica, il De Umbris Idearum. Le Opere di Scultura di Javier sulle Costellazioni sono plasmate al punto di vista dell’Artista che indaga alla ricerca di indizi del Sole nell’oro terrestre, come sua traccia minerale. È qui che l’Artista si fa Mito, muta stasi di spazio, per slanciarsi … Verso l’alto, in spirali di indicazioni, segni, tratti, icone, gesti. Vita pura quella della coscienza gestuale dello Scultore che trasforma in forme dense di melodiose sublimazioni le durezze materiche di questa Terra, che gli Artisti sono chiamati a trasformare. Javier modella i volumi delle pietre in archetipi amplificatori dell’energia infinita di vita nascosta in ogni anfratto infinitamente interno dello spazio naturale, onde possano giungere a noi, da quei portali, echi di quegli innumerevoli mondi e dimensioni che rimarrebbero chiusi e sconosciuti per sempre se l’Artista non facesse breccia in tale ignoto, modulando quel ponte che potrà un giorno portare verso quei mondi ad assaporarli e rendere la vita sempre più viva. Le Costellazioni zodiacali sono il segno dell’ordine minerale che svela l’infinita mobilità del respiro dell’Energia. L’Artista ha impresso cesellando dodici sembianze di forze interiori che si riflettono in vite d’idee di luce esteriori, a creare, in cristalli di respiro, i fiori delle forme e dei movimenti della natura universa, attraverso linee essenziali ma infinitamente sagge, di un caso che non lascia nulla al caso, creando da quei mantra rocciosi fiori di mondi, con quella lucida consapevolezza di Galileo Galilei che affermava … non si può cogliere un fiore senza turbare una stella. La vita è un respiro di essenze e vasi comunicanti, di linfe e ventricoli e con le sue Opere Javier vuole rappresentare e raffigurare queste forme, in un mondo vissuto dall’Artista, sia in termini oggettivi che nella vita stessa, come un’Opera d’Arte. La sua esperienza artistica si amalgama con quella scientifica nel processo di ricerca e di autocoscienza individuale. In questo senso, vivere a regola d’Arte, l’azione dell’uomo, che … conosce sé stesso ed è padrone della propria Arte, risulta apparentemente eseguita senza sforzo, concetto espresso nella pittura gestuale, l’action painting, e nello spazialismo di Lucio Fontana. E come esigenza propria dell’espressione umana e civile dell’essere Artista, per Javier l’Arte, che in essenza non è disgiunta dalla Scienza in un processo che va dalla technè alla tecnologia, è lo strumento evolutivo nei contesti di vita spirituale e materiale, influenzando la creazione di modelli sociali, economici, politici, spirituali. E ancora dalla pietra sorge la vita in spirali d’armonie che crescono in un percorso l’una dal volare dell’altra e rivelano il fiorire di nature danzanti, linfe riflesse nei cieli delle stelle pulsanti in ogni luna di cuori. Le Costellazioni di Javier si mostrano allo sguardo del fruitore come dodici esposizioni delle energie plastiche che la tradizione conferisce alle dodici parti dello Zodiaco. Le composizioni volumetriche sono in permanente movimento e si trasmettono informazioni verso tutto il cosmo. Le pietre, dal marmo di Carrara alla pietra arenaria, dal basalto al travertino, fino alle pietre raccolte nel letto dell’Ete vivo dallo stesso Artista, assumono un aspetto plurimo di significati dinamici e concentrici, come specchi della Natura dove tutto è frattale e il tutto ripete sò stesso nelle sue parti, in modo trasfigurato e conforme alle caratteristiche interne ed esterne delle parti. Così la Scultura diventa musica organica che in silenzio scolpisce arcani nello spazio interiore dell’osservatore, avvolgendolo nei violenti flutti delle pulsazioni cosmiche, delle maree gravitazionali stellari, a fare di gravità forma e della forma movimento di gravità, che diviene vita senziente di forme animali cosmiche e di organi cosmici dell’origine della parte mitica della natura umana. Allora si percepisce che le specifiche sculture della Mostra/installazione di Javier sono semi volumetrici di forze che incarnano la forma delle Costellazioni, del Segno astrologico equivalente, dell’Organo corrispondente nel corpo umano e si formano l’una dall’altra poiché i movimenti posteriori di ognuna si estendono nei movimenti anteriori di quella successiva, generando l’Armonia delle Sfere. Il visitatore si riconosce immerso in un cenacolo sospeso nel tempo tra le elaborazioni volumetriche del Maestro Javer e le vibrazioni musicali universe delle composizioni di Louis Siciliano, che lo fanno fremere di plastiche ispirazioni nel silenzio ieratico di leopardiano Infinito, inesauribile fucina di Efesto in cui … Naufragar m’è dolce in questo mare. 

La Mostra, coordinata dalla Magic&Unique Group, è visitabile tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30 e rimarrà aperta fino al 1° Febbraio 2026.

 

 


 

 

 

 


 

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