Javier Mostra Costellazioni

 

COMUNICATO STAMPA LE COSTELLAZIONI di JAVIER → Patrocinata dal Comune di Macerata e curata da Francesco Ruggiero si inaugura Venerdì 7 Settembre 2018 la Mostra personale di Sculture/Istallazione del Maestro Javier, nominata Costellazioni, ordinata e allestita nello Spazio espositivo dei Magazzini Uto, la ex Tipografia Operaia di Macerata. La Mostra, a ingresso libero, rimarrà aperta al pubblico fino a Lunedì 17 Settembre 2018. Ciascuna Opera realizzata, per un percorso di dodici Sculture, rappresenta un segno zodiacale cristallizzato all’interno di una complessa istallazione a significare che … l’oro terrestre è la traccia minerale del sole.. Dopo la Mostra personale a Roma sul Mito, in questo appuntamento l’Artista è stato accompagnato, nella realizzazione delle Opere scultoree esposte, dalla percezione visiva e creativa di Dante, che nel Paradiso varca i cieli dei Pianeti per pervenire al cielo dello Zodiaco ordinato e composto tra Scienza e Creatività come nel cerchio dei colori di Goethe. Una Mostra/Istallazione ad anello con al centro il Sole che trascorre un mese a comporre ogni Segno e un anno per muoversi attraverso i dodici Segni dello Zodiaco, generando un’armonia di suoni celesti, con l’effetto di influire sulla qualità della vita sulla Terra e come descrive Steiner … se si potesse fotografare il cervello alla nascita, cielo e cervello fornirebbero immagini similari e ogni uomo avrebbe il proprio. Obbiettivo di questo appuntamento è approfondire attraverso l’Arte la ricerca per ritrovare la sintesi tra Scienza e Spirito in continua evoluzione. Una occasione di livello che apre a importanti riflessioni a cui il visitatore è invitato: andare al di là delle conoscenze puramente intellettuali con cui esplora il mondo sensibile e ad avvicinarsi con le proprie forze alla comprensione del mondo sovrasensibile e accorgersi essere umano e cosmico. Entità umana e divina. La Mostra si inaugura Venerdì 7 Settembre 2018 alle ore 18 con l’esecuzione di Arie d’Opera interpretate da Salvina Maesano e rimarrà aperta fino a Lunedì 17 Settembre 2018

LE COSTELLAZIONI DI JAVIER Osservando le Costellazioni di Javier s’intuisce di avere a che fare con uno Spirito immenso, la cui volontà vortica e viaggia in un campo individuale vivente per un’estensione estesa, come se il sangue del suo Spirito viaggiasse nelle aorte di tutto l’Universo locale, cinque volte al quadrato della nostra luce al tempo del battito di un cuore umano ogni istante. Un cuore di pietra pieno di vita quello di Javier, come la pietra che Mosé trasformò in sorgente, un torrente di vita ricco di tracce solari, d’una miniera grande tutto lo Zodiaco, oltre le colonne d’Ercole del cielo uranico e delle maree cosmiche di Nettuno, nel regno corvino di Plutone, rosso di gloria più di Marte. Vita pura quella della coscienza dello Scultore che trasforma in forme dense di melodiose sublimazioni, le durezze materiche di questa terra così aspra, per quei Dèi fatti uomini che sono gli Artisti, chiamati a trasformare nell’oro della vita cosmica, il piombo fuso degli inferni musicali, condensati nelle microscopiche galassie interne delle anime umane, troppo umane, con cui hanno a che fare. E si lasciano bruciare da quel fuoco per trovarvi la Fenice della divinità invincibile riposta nell’ossa dell’inconscio di ognuno. Croci piene di Rose la loro vita, eletti a una durissima missione a cui si sono votati sin da fanciulli, con animo altèro, vincendo ogni vento contrario. Solo loro sanno quanto è dura la pietra della Terra. Solo il cosmo sa quanto sa di virtù il loro dare alle pietre la dolcezza vivente del vento oltreuranico. Il pensiero di Javier trasforma i volumi delle pietre in archetipi amplificatori dell’Energia infinita di vita, nascosta in ogni anfratto infinitamente interno dello spazio naturale, onde possano giungere a noi, da quei Portali, echi di innumerevoli mondi che rimarrebbero chiusi e sconosciuti per sempre se l’Artista non facesse breccia in tale ignoto. Onde creare il ponte che potrà un giorno portare verso quei mondi ad assaporarli e rendere la vita sempre più viva. Non è fantasia ciò che affiora allora dallo sguardo all’Anima contemplante, bensì promessa di novità che sazi la sete di guardare, odorare, gustare, toccare, ascoltare, per salpare ancora più oltre, verso nuove conoscenze più grandi e forti, ogni volta perfettamente perfette. Le Costellazioni zodiacali sono il segno dell’ordine minerale che individua l’infinita mobilità del respiro dell’Energia cosmica, per tradurre in Rose di determinazioni il limo della possibilità cosmica infinita, onde affondare ancora di più in tale infinita possibilità e regalare alle stelle, Rose di determinazioni sempre più splendenti. … Non amo che le Rose che non colsi … L’Artista ha impresso dodici aspetti di forze interiori che si rispecchiano in vite d’idee di luce esteriori, a creare in cristalli di respiro i fiori delle forme e dei movimenti della natura universa, attraverso linee semplici ma infinitamente sagge, di un caso che non lascia nulla al caso, e da quei mantra rocciosi creerà fiori di mondi. Il cuore pulsante di Javier è quello che sa che deve tornare bambino per divenire veramente grande, piccolo ma forte, come una luna che accelera lo sguardo nel suo centro, strato dopo strato, sempre più al quadrato, fino a fare del Sole luce riflessa, ombra della luce della pietra, pallida proiezione di superluce lunare. La semplicità delle Opere di un bambino è carica d’infinito primigenio e di bene puro, che flemma anche l’uomo più duro. E’ la stessa semplicità che s’irradia dalle forze cariche di mito dei Monti africani e australiani, ma anche celtici e irlandesi, dove si formano volti guerrieri argonauti che fanno della pietra profili di navi che solcano l’oceano del cuore di chi guarda. E nuovamente dalla pietra sorge la vita in spirali d’armonie che crescono l’una dal volare dell’altra e annunciano albe di fiori di nature danzanti, succhi riflessi nei cieli delle stelle pulsanti in ogni luna di cuori, mangiati da mònne pètre che ne fan latte di cieli. Cuore di pietra, ma non di tenebra che batte, nudo sangue in dura potenza pulsante, potente, portante, che la Natura fa letto e cibo per foreste d’idee … simili a melodie rapprese in mondo : e ritorna alla forma della pietra modellata in acqua di pietra e di nuovo al mistero contenuto nella forma, onde pulsare nuovamente in acquee sfere, sempre più grandi, per ritornare nella forma a pulsare sempre più lontano, a formare sfere di cieli di melodie che s’incontrano e si scontrano in liquidi violini e potenti bassi e di nuovo tornare in cori di miriadi di voci di Dèi che si raccolgono nelle cristallazioni dei codici minerali di quei linguaggi volumetrici che chiamano l’Artista a farne liquidi poemi di statica velocità organica per nuovamente pulsare, balzare, planare, atterrare e volare. Le Costellazioni di Javier si mostrano allo sguardo del fruitore come dodici esposizioni delle energie plastiche che la tradizione conferisce alle dodici parti dello Zodiaco. Le composizioni volumetriche sono in permanente movimento e si trasmettono informazioni direttive verso tutto il cosmo. Le pietre, dal marmo di Carrara alla pietra arenaria, dal basalto al travertino, assumono un aspetto plurimo di significati dinamici e concentrici, come specchi della Natura dove tutto è frattale e il tutto ripete se stesso nelle sue parti, in modo trasfigurato e conforme alle caratteristiche interne ed esterne delle parti. Così la Scultura diventa musica organica che in silenzio scolpisce arcani nello spazio interiore dell’osservatore, avvolgendolo nei violenti flutti delle pulsazioni cosmiche, delle maree gravitazionali stellari, a fare di gravità forma e della forma movimento di gravità, che diviene vita senziente di forme animali cosmiche e di organi cosmici dell’origine della parte mitica della natura umana. Allora si percepisce che le specifiche sculture della Mostra/Istallazione di Javier sono semi volumetrici di forze che incarnano la forma delle Costellazioni, del Segno astrologico equivalente, dell’Organo corrispondente nel corpo umano e si formano l’una dall’altra poiché i movimenti posteriori di ognuna si estendono nei movimenti anteriori di quella successiva, generando l’Armonia delle Sfere. Il visitatore si riconosce immerso nel dialogo di poderose vibrazioni musicali cosmiche, che lo fanno fremere di plastiche ispirazioni in un silenzio ieratico nello spazio infinito, fucina di Efesto di mari inesauribili in cui … naufragar m’è dolce …, come il Leopardi davanti al suo … ermo colle, per … andare da dove veniamo, come direbbe Carlo Levi. 

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