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ENRICO MARCATO Custodi silenziosi a Porta San Giovanni Padova


COMUNICATO STAMPA → Si inaugura a Padova in Porta San Giovanni, Piazzale di Porta San Giovanni, Sabato 9 Luglio 2016 alle ore 18.30 la Mostra personale di Enrico Marcato dal titolo Custodi Silenziosi a cura di Elena Dell’Andrea. La Mostra, patrocinata dal Comune di Padova Assessorato alla Cultura in collaborazione con FEDERART Federazione Artisti, sarà visitabile fino al 20 Luglio 2016. Enrico Marcato vive e lavora tra Padova e Venezia. Perfeziona la sua formazione artistica all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si laurea in Pittura. Nel 2012 riprende un sua vecchia idea e pone concretamente mano al recupero artistico delle Bricole della Laguna Veneta. L’artista Enrico Marcato parla attraverso le immagini, Custodi Silenziosi rappresenta il filo conduttore delle sue opere. Il custode, che è forse l’artista stesso, vigila con cura il passato, la tradizione, l’ambiente e si interroga sul futuro. Custode, dal latino custodem, ha anche il significato di coprire, difendere e nascondere. Marcato attraverso il colore cela la profondità delle sue riflessioni sull’ambiente, crea opere che si contrappongono alla violenza dell’uomo contemporaneo sulla natura, ritrovando, specialmente nelle sue Bricole, il sentimento del sacro. Le Bricole di legno sono importanti punti di riferimento della navigazione lagunare, Bricole che oggi si vorrebbero sostituire con la plastica pensando all’immediato beneficio economico, senza pensare al futuro nostro e della laguna di Venezia. Le Bricole di Marcato acquistano il significato di alberi della vita, alberi sacri, rappresentazione delle forze archetipiche della vita, collegamento diretto tra terra e cielo, asse del mondo, tanto simile alla Colonna infinita di Brancusi, spiegata alle persone, attraverso un linguaggio pop. Le sedie rappresentano una ricerca intimistica sul quotidiano, sulla tradizione dell’artigianato, l’attualizzazione del bagaglio di storia personale dell’artista, anch’esse vegliano sulla nostra quotidianità. Una sedia vuota osserva La Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Sviluppo del 1992, che riafferma la Dichiarazione delle Nazioni Unite di Stoccolma del 1972. Il custode silenzioso osserva e ci fa riflettere. Custode silenzioso che si materializza sulla tela dallo sfondo nero. Solo pochi Custodi silenziosi emergono dal cupo del nostro tempo, coloro che, con consapevolezza, portano una qualità diversa di presenza. Un’intelligenza intuitiva guida il lavoro di Enrico Marcato, supportata da una continua ricerca e documentazione sull’arte contemporanea. L’artista fonde linguaggi opposti e a volte stridenti con una ricerca emotiva profonda su ciò che siamo e su dove andremo. Ci sono dei simboli tipici della laguna veneziana che sono sotto gli occhi di tutti e ai quali non facciamo più caso. Le Bricole sono custodi silenziose immerse nella laguna più bella del mondo e che dal 1500 sono presenti nei dipinti dei più grandi pittori, da Canaletto a Tiepolo e sino ai nostri giorni. Un connubio tra arte e riuso le briccole artistiche di Enrico Marcato, trasformate in colorate opere una volta finito il loro ciclo vitale. Raccogliere un pezzo di storia, che magari galleggia in laguna o che qualcuno ha gentilmente lasciato per i netturbini di turno, e trasformarlo in un variopinto pezzo d’arte, traboccante di colori, luce e di voglia di continuare a vivere e mostrarsi. Questa è la straordinariamente semplice opera di Enrico Marcato, ispirata alla filosofia dell’Arts & Crafts Movement di John Ruskin e basata sull’attrazione che l’artista prova per Venezia e per la eccezionale dimensione culturale di questa città che sento mia. Le tipologie del recupero creativo di Marcato sono due: sedie e briccole, o meglio paline di casàda, antico simbolo della tradizione Venezia, che non son altro che i pali in legno colorati con i colori di ciascuna famiglia nobile e posti dianzi agli ingressi acquei dei palazzi veneziani sul Canal Grande, per indicarne l’appartenenza. Due oggetti, due tipologie di riciclo, due prodotti che inventiva e “voglia di colore” trasformano in oggetti d’arte, d’arredo e d’uso, e che donano al legno una nuova vita. Il recupero artistico delle briccole avviene attraverso la trasformazione della loro superficie. Il legno, corroso da anni di salsedine e intemperie, accoglie quasi naturalmente il colore tra le sue crepe e venature. La trasformazione della briccola in oggetto d’arte è guidata dalla combinazione di impulso e ragione: talvolta è indirizzata dalla Pop Art di Liechtenstein attraverso l’uso di stencils, altre volte è più riflessiva, come ad esempio per la Briccola d’Oro, in cui è da ricercare un riferimento alla storia bizantina di Venezia. Figlio dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, come spesso accade nella vita che ci porta per strade inaspettate, Marcato inizia come artigiano nel restauro, quando improvvisamente ha l’illuminazione, quella che chiama la «pazza idea, il folle intuito di trasformare le briccole alla deriva in pezzi d’arte. … Con questa idea ho iniziato a farmi conoscere alla Biennale del riciclo a Padova nel 2013 dove le mie creazioni vennero selezionate nel RicCAA Cantiere Arte Ambientale. Come il vetro è il simbolo di Murano, il legno è un elemento fondamentale per Venezia. Se le briccole si fanno notare, non da meno sono le sedie! La tradizionale sedia Milano in legno di faggio, tipica dei ristoranti e di tutte le osterie venete, viene vestita di colori da Marcato. Ciascun oggetto è unico e numerato, realizzato interamente a mano con un tocco di originalità e brio, disegnato in almeno seicento look diversi. … Enrico vede una tela nella sedia, dice la moglie Caterina che lo accompagna nel cammino artistico, ma la sua forza sta nel colore, lui colorerebbe tutto, anzi colora tutto, perfino il basculante del garage di casa è diventato un oggetto che sarebbe da esposizione. E le Sedie d’Autore nascono con la stessa pazza intuizione: da un ristorante in chiusura definitiva nel 2008 Marcato rileva a pochi Euro una quantità notevole di sedie tipiche in legno e le colora tutte, le prime per casa propria, poi per un negozio di Padova, da lì si è sparsa la voce sempre più. Oggi Marcato lavora su sedie nuove, tutte dello stesso modello, ma ciascuna diversa dall’altra grazie a colori e motivi, che girano il mondo portando allegria. … In qualche modo mi sono inventato il mio mondo di simboli, di colori. Fino ad arrivare in America. L’obiettivo USA è stato una nuova sfida e mi ha dato energia nuova perché mi sono rimesso in gioco. Sono partito da un incontro con Arrigo Cipriani all’Harry’s Bar qui a Venezia, gli parlai della mia idea e lui, non me lo aspettavo, diede retta al mio desiderio visionario. Mi disse che l’America era un paese difficile ma di lasciargli i miei disegni. Così grazie al suo consiglio siamo arrivati prima a New York e poi al Cipriani di Miami. Non c’è solo l’amata Venezia per Marcato, quindi: arreda ed integra gli arredamenti di importanti negozi nel mondo con creatività ed estro, a Montreal, a Miami, a Toronto, e le sue opere viaggiano verso collezioni in Francia, Spagna, Svizzera … Un colpo di colore veneziano nel mondo.

 


 

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