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LORENZO NARDELLI mostra personale Galleria Antigallery a Roma


COMUNICATO STAMPA → Si inaugura a Roma la Mostra personale di Lorenzo Nardelli Giovedi’ 9 Novembre 2017 alle ore 18:30, allestita nella Galleria Antigallery di Davide Lombardi in Piazza degli Zingari 3, curata da Francesco Ruggiero, dal titolo Il caos non esiste è solo un ordine più complesso. In esposizione un gruppo di opere selezionate. La Mostra sarà visitabile fino al 30 Novembre 2017. Lorenzo Nardelli nasce a Roma nel ’71. Pittore fin da giovane attraversa il Liceo Classico e si laurea in Scienze Politiche Economiche Internazionali. Vive e lavora a Roma. Artista … pittore, disegnatore, poeta. Ha all’attivo Mostre personali e collettive e raccolte di Poesie. In particolare espone nel Complesso dei Dioscuri del Quirinale a Roma e a Milano in occasione di Artexpo2016 e successivamente nello Spazio Tadini. Dal testo di Francesco Ruggierogli alberi dell’Artista osservano e proteggono. Grandi e piccoli; frutteti e foreste: accoglienti. Tanti sono gli alberi nei dipinti dell’Artista Lorenzo Nardelli, di tutti i formati, materiali e spirituali immersi in diverse atmosfere, colori che investono da grandi tele. Racconti, messaggi, sentimenti ed emozioni nascoste nelle fronde e nella nebbia, spazi vuoti solo per cuori impavidi a caccia del Graal. Poi ci sono i disegni di Lorenzo Nardelli, una vita parallela sempre in tasca. Pagine del bisogno, pagine senza parole che trascrivono l’idea possibile del silenzio della mente. I tracciati leggeri nel tratto, si azzuffano in storie spesso crude e a volte graffiate con raffinatezza: ricerca del possibile superamento del confine tra istinto ed emozione e approdare nell’intuizione. Perduta la contemplazione del silenzio delle ore finali prima e dopo la notte, il decantare dell’ombra ricorre e genera astrazioni di solo colore nel finale di stagione degli alberi, una meditazione prima dell’avvento della volontà sull’esercizio dell’istinto. La passione e la forza prevaricano la poesia e la malinconia delle sfumature attraverso la potenza del colore puro e del segno: la sua tattilità cancella ogni possibile staticità dello sguardo. La fine della contemplazione è il tempo dell’azione, dell’incontro/scontro con la materia. La singola forma perde definizione per la forza del colore che, in un atto d’amore l’ingloba e, quasi suo malgrado, cerca e realizza un’armonia. Ê così che l’opera, ormai trascorsa, nasconde i semi dell’Albero della Vita. Nei lavori di Lorenzo Nardelli si percorre un reticolo di strade, l’intrico metropolitano dei moti della sua anima inquieta, paura e gioia, coraggio e dolore, tessuti insieme senza intervalli. La pittura come attimo presente, stesa senza prendere fiato, senza confini di tecnica, materiali e strumenti, è la ricerca d’integrazione incessante di un passeggero della terra travolto da molteplici codici espressivi, che affronta la lotta di Giacobbe per spogliarli di tutti gli elementi marginali che lo allontanano dalla sua verità e innocenza. La pittura gridata, stesa con violenza graffita dell’art brut si ricongiunge con la bellezza estatica di Klimt in una difficile ricerca di equilibrio e stile. Bellezza instabile di Lorenzo Nardelli, come quella cercata e mai trattenuta di Van Gogh, espressione dell’intimità rimossa dalla possibilità di essere vissuta direttamente nel quotidiano: dipingere per non essere travolti … e travolgere come un locomotore di idee audaci e creative, trasgressive e anticonformiste, l’Arte che sempre anticipa i tempi, come in un lungo racconto nel viaggio di Friedensreich Hundertwasser. Aggiunge Annalisa D’Amelio ciò che mi ha colpito maggiormente di questi nuovi lavori, oltre alla bellissima tecnica dal tratto fermo, preciso e armonioso è quel che si legge, attraverso i suoi disegni, della persona: passioni, incertezze, fragilità, paure, preoccupazioni, vie di fuga, comuni a tutti gli umani uniti da fondamentale e irriducibile volontà di libera espressione del proprio essere. Le grandi tele di Lorenzo Nardelli con ritagli di giornali inseriti tra pittura colata o addensata in ampie macchie, rimanda a una vegetazione caotica, a tratti inquietante, che destabilizza l’uomo ormai disorientato come in un labirinto, alla ricerca di vie di fuga. L’opera presente Milano 2015 denuncia questo malessere e l’esigenza di trovare una dimensione più umana, anche nei grandi centri contemporanei. Pensieri ed emozioni che Lorenzo Nardelli ama fermare per mezzo della penna su carta con tecniche miste, in qualunque luogo si trovi, nell’attimo stesso in cui sente di dover dare libero sfogo ad una emozione, ad un pensiero, una fantasia, una storia. Così, ora, decido di mantenere fede al colpo di fulmine di cinque anni or sono e di mostrarvele. Scrive Sergio DangeloLa pittura di Lorenzo Nardelli ha, come grande tema, la natura e, più segnatamente, le necessarie e variamente meravigliose creature che sono gli alberi. L’Artista appartiene dunque ad un genere che ha appassionato generazioni di creatori di immagini i quali, partiti dallo stadio della natura, sono poi, come Mondrian, giunti al bello assoluto; ancora in minima parte identificabile con forme note vegetali ma quanto e come trascese. Nardelli ha mosso la propria naturale passione guardando le proposte di un maestro emiliano, Carlo Mattioli, possibile suo padre elettivo. Dopo il leit motif iniziale le sue opere si sono diversamente connotate, assumendo un apporto materico di grande rilevanza. Oggi la sua impaginazione del soggetto suggerisce percezioni inerenti ad un arazzo contemporaneo. Vediamo Albero oro, una tela di formato maggiore eseguita con colore ad olio, garza, carte, olio e carboncino e Albero blu, anche polimaterica, dove materiale quali ceneri e bitume accostano sapori antichi a costruzioni nell’oggi fantasmatiche. Tale è l’aspetto particolarmente interessante dell’Artista, di cui leggiamo la partenza in Nutrimenti Terrestri eseguito con tecniche tradizionali, evolvendosi in direzione altamente e altrimenti fantastica, oltre la tradizione, per la ricerca, felicemente vissuta e riuscita, di più ampi spazi. In Albero bianco del 1999 le taches di colore si alternano al limite dell’astrazione e offrono la sensazione, ben visiva, di una natura indefinita a ricordarci, con la visione sempre moderna di Stéphane Mallarmé che … arte è dire senza dire. Tutta la serie di opere con alberi costruiti prospettivamente nel paesaggio tende a questa nuova interpretazione. Modus operandi al quale si attengono rari sensibili artisti i quali si riappropriano di modi espressivi che tengono conto non tanto di un’eventuale approvazione critica, ma di una urgenza espressiva imprescindibile, faro, guida e mèta dell’autentico sentire. Nelle opere esposte in questa personale percepiamo della natura, nominata all’inizio, solo una vibrata sensazione. In Viale alberato ed in Ghiacciaio avvertiamo la partecipazione e la pura ampia emotività in cui l’artista permea queste immagini e comprendiamo il desiderio di nuovi spazi e di altre lontananze. Ecco Viale alberato, Cieli grigi, Voci senza sonno e ancora Ghiacciaio, prove a volte minime per dimensione, spesso dilatano in ampio eco poetico, sempre fedeli alla voce interiore che, sappiamo, non ha tempo fisso, ma dice e parla sommessa, vibrante, serena. Negli spazi cromatici e nelle impaginazioni che sottendono la geometria della natura, si dispiegano molteplici universi visivi e fantastici che hanno solo bisogno di essere colti da chi ha preparato un humus così ricco di espressività. Il percorso di Nardelli e sorprendentemente per sua fiducia nella manualità e nella possibilità di restituire alla creazione artistica l’invenzione, sua, prima. I frequenti spostamenti del nostro artista Viaggiatore risultano positivi poiché gli incontri con atmosfere, conoscenze e visioni reali vengono poi da lui condensate e trascese. La pittura di Nardelli è quindi dialogo tra segni e cromatismo materico che decliniamo in tutte le lingue nella costruzione di una scelta in cui, come detto, si può dire senza dir. Egli ci offre tele come finestre aperte sugli orizzonti tra zenith e nadir dove alberi bianchi e neri, notturni, non sono più soltanto titoli suoi ma nostro viatico per i viaggi nel sogno

 


 

LE OPERE IN MOSTRA


 

 

INTERVISTA A LORENZO NARDELLI

 

 


 

 

COMUNICAZIONE MOSTRA

 

 


 

 

PROGETTO ANTIGALLERY

Il Progetto Antigallery nasce da un’idea di Davide Lombardi, eclettico imprenditore iniziato nel mondo della musica elettronica. Lombardi ha collaborato con importanti Artisti della scena internazionale componendo, ma soprattutto producendo, opere discografiche. Ha girato il mondo allestendo show in Gallerie d’Arte e collaborando a New York con il Regista e produttore Godfrey Reggio, come pure Philip Glass, mito della musica contemporanea mondiale. Ha concorso alla Biennale di Venezia con il Cortometraggio intitolato Libberato riscuotendo un lusinghiero successo. Lombardi ha partecipato con Abstract Tree al Festival di Locarno. Va ricordata anche la mostra con i pionieri della Video Art al Macro di Roma. Queste esperienze hanno contribuito a dare luogo recentemente ad Antigallery. Situato nello storico rione romano Monti, Antigallery propone un rapporto fra Galleria, Artista e Pubblico più disteso e disincantato, dove sia possibile degustare un cocktail e ascoltare musica internazionale meditando su opere d’Arte contemporanea nella più antica città del mondo.

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