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ADRIATICA LA VIA DELL’ARTE 2ª Edizione Galleria Comunale d’Arte Antichi Forni Macerata


COMUNICATO STAMPA → Si inaugura Venerdì 4 Marzo alle ore 17.00 la Seconda Edizione di Adriatica la Via dell’Arte. Dedicata a Padre Matteo Ricci la Mostra è allestita nella Galleria Comunale d’Arte Contemporanea gli Antichi  Forni in Via Piaggia della Torre a Macerata. La Mostra collettiva, curata da Francesco Ruggiero con la collaborazione di Elena Dell’Andrea, è organizzata dalla Federazione Artisti con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia e del Comune di Macerata, l’Accademia di Belle Arti di Macerata, l’Accademia di Belle Arti di Lecce, lo Standars for Museum Education, l’Heraklion Museum of Visual Arts. La Mostra sarà visitbile fino al 22 Marzo 2016. Espongono le loro opere Artisti provenienti dalle Accademie di Belle Arti di Venezia, Bologna, Macerata, Roma, Lecce e da Artisti della Romania, Bulgaria, Croazia, Ungheria, Slovenia, Grecia, Armenia, Serbia, Russia, Ucraina, Albania, Turchia. Da sempre, afferma Francesco Ruggiero, il Mare Adriatico con i suoi golfi, le sue insenature, i suoi promontori, stimola l’immaginazione di Letterati ed Artisti ed è una risorsa importante per le Città che vi si sono affacciate. L’importanza culturale di questo bacino ha dato origine all’idea di una Mostra che vuole coinvolgere le radici comuni e i processi evolutivi che attingono a questo mare che è anche teatro dei racconti del Poeta alessandrino Apollonio Rodio. Egli narra che gli Argonauti, durante il viaggio di ritorno dal Mar Nero, a causa di una deviazione imposta da Zeus, dovettero risalire il Danubio e arrivare al Mare Adriatico, attraverso un mitico passaggio sotterraneo. Il Mare Adriatico stesso è da sempre un’importante arteria di comunicazione, sulla quale si fonda la ricchezza della Serenissima, ponte tra Oriente e Occidente sulla Via della Seta, Via che ha messo in moto scambi di merci e di persone, sulle cui navi viaggia il patrimonio di conoscenze greche e bizantine. Macerata, per la sua posizione centrale, è il luogo ideale per ospitare l’incontro tra Artisti di diversa provenienza geografica e culturale che, moderni Argonauti dell’Anima, operano lungo e per la Via Adriatica, da nord a sud dell’Europa e oltre. Artisti che sottolineano la potenzialità dell’uomo di plasmare un linguaggio globale, simbolo della comune intenzione creativa di difendere la Pace, l’Ambiente  attraverso l’Arte Contemporanea. Favorire gli Artisti a conquistare meritatamente terreno nella vita è tra i servizi primari che si possano rendere a una comunità articolata, la cui ricchezza è garantita solo dal costante ricambio generazionale e dall’apporto delle sue forze più fresche e nuove. Qui non si tratta di promuovere gli Artisti, soprattutto i più giovani, alle banalità della ribalta spesso fatua dell’universo massmediale, ma di sostenerli sul terreno per lo più aspro e faticoso della Ricerca e dell’Espressione artistica, riconoscendo nell’impegno dell’Artista un lavoro, che viene responsabilmente offerto alle dinamiche della vita contemporanea, agli interessi, alle scelte, alla cronaca, come alla formazione culturale e civile della nostra Società. 

UN PARTICOLARE RINGRAZIAMENTO AGLI ARTISTI

Maria Agata Amato, Stefano Armakolas, Clarissa Baldassarri, Gianpaolo Berto, Eleonora Böhm, Lamprini Boviatsou, Sara Bruni, Marco Luca Calogiuri, Claudia Carnazzola, Gloria Catucci, Laudisia Colonnelli, Mattia De Luca, Claudio Delli Santi, Yiannis Dimitrakis, Andrea Di Salvatore, Matteo Miccoli, Martina Donati, Giovanni Duca, Flavia Fanara, Valentina Faraone, Isabella Ferrini, Giovanni Furlani, Son Hyunsook, Dénes Kelemen, Laure Keyrouz, Lehel Kovács, Dániel László, Lydia Margaroni, Marija Markovic, Cosimo Marullo, Giorgia Marzi, Octavian Micleusanu, Antonio Miglietta, Chen Mo, Rocco Monteleone, András Nagy, Veronica Orofino, Vito Palladino, Jing Peng, József Pinczés, Iacopo Pinelli, Beatrice Pra Floriani, Andrey Protasov, Giampiero Quarta, Gabriele Rosato, Maria Punam Sassudelli, Salvatore Sava, Rocco Sciaudone, Zhang Shiliu, Javier, Ábel Szabó, Bernadett Szitas, Eleonora Tanucci, Annalisa Tarozzo, Thomas Tournavitis, Trama e Ordito, Dávid Utcai, Valentina Vallorani, Raffaele Vargas, Giulio Xie, Veronica Zuanel   

 


 

CONFERENZA STAMPA

In merito all’evento, pubblicati sul Catalogo della Mostra, apre il dialogo l’Assessore alla Cultura del Comune di Macerata Stefania Monteverde facendo riferimento a un grande studioso dell’Adriatico, Sergio Anselmi, che scrive … c’è stato un momento di grande integrazione culturale fra le popolazioni dell’Adriatico, quando esisteva una koinè adriatica in cui ci si riconosceva e si dialogava. La furia cieca delle guerre e le migrazioni forzate ci hanno negli anni disabituato a vederci in comune sulle coste dell’Adriatico, popoli diversi per lingue, costumi, storie. Tuttavia, resta forte il richiamo di un’appartenenza comune che l’arte sa raccogliere ed esaltare fino a rinnovare il racconto di una comunità dell’Adriatico che può riconoscersi nei tratti di una cultura condivisa. Oggi, grazie a progetti culturali che mettono in rete istituzioni e artisti, si va alla ricerca della rappresentazione di ciò che unisce al di là delle divisioni e della paura. Siamo contenti di ospitare a Macerata il lavoro d’arte di tanti artisti delle sponde adriatiche che, nella differenza degli stili, sono tutti accomunati dal riverbero della comune ricerca di un mondo di spiriti liberi. Sottolinea Paola Taddei Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Macerata che una circolazione rapidissima di informazioni, attraverso mostre, riviste e fiere dell’arte, ha creato negli ultimi anni le condizioni di esistenza e di sviluppo di linguaggi figurativi caratterizzati dalla contaminazione dei più diversi stimoli e influenze. Importante appare oggi, per l’artista, la libertà di inventare, di scegliere le linee di ricerca e le soluzioni operative di provenienza diversa. La ricerca artistica odierna si trova in una fase molto interessante, perché estremamente complessa e contraddittoria, tutti gli elementi del linguaggio delle varie avanguardie si manifestano contemporaneamente. Quanti sono gli artisti delle nuove generazioni in grado di affrontare questa prova di apparente libertà senza scivolare nella generica e vuota dimensione della trovata ad effetto, degli attraversamenti stilistici e delle elaborazioni o installazioni plastiche, figurative, video, fotografia ed altro, derivate dai lavori degli artisti di tendenza? Bisogna dire che la libertà di operare che sembra contraddistinguere l’attuale fase può essere di per sé una piattaforma fertile per sviluppi inediti, ma anche soprattutto un ginepraio in cui tutto rischia di affondare senza più significati forti e differenze apprezzabili, senza più la presenza di eventi artistici veramente creativi. L’arte, dunque, è invenzione e creazione di nuove pratiche e nuove immagini di piacere, proprio a partire dalla complessità della mescolanza; dalla tenacia nel provare sempre a rovesciare il gioco, con la capacità di spostare cultura e destino verso luoghi dove stare insieme. Questa situazione produce allo stesso tempo conseguenze positive e negative per ciò che riguarda gli aspetti creativi originali. Positivo, è la conoscenza aggiornata di quanto avviene nel mondo, che consente agli artisti di utilizzare nel proprio lavoro i riferimenti più creativi, le conseguenze negative derivano dai rischi di un eccessivo adeguamento ai modelli più forti e eclatanti, che tendono a soffocare l’emergere di esperienze creative autonome. Si tratta, ovviamente, di situazioni che possono essere volte al positivo, ripartendo con una rinnovata energia, da una riflessione utile a ridefinire la specificità dell’arte attuale, assorbendo e filtrando il meglio delle precedenti esperienze, lavorando di più in termini d’intensità qualitativa che di estensione quantitativa. Il lavoro svolto dall’Accademia in questi anni ci ha confermato come interlocutori credibili, i nostri giovani artisti hanno ricevuto riconoscimenti in Italia e all’estero. La loro professionalità, il loro talento, riconoscibili anche in questa esposizione, sono la risposta al lavoro condotto dai nostri docenti, che tocca ormai tutti gli aspetti formali della ricerca. I giovani artisti sono chiamati alla libertà e all’indipendenza da condizionamenti e conformisti. I migliori, sicuramente ce la faranno. In un mondo sfaccettato in cui l’Arte, afferma Claudio Delli Santi Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, ha assunto da tempo connotati plurali e in cui l’Artista si muove con una certa disinvoltura tra tematiche, tecniche e approcci, ha ancora senso parlare di identità? Il progetto Adriatica, la Via dell’Arte, promosso dalla Regione Marche e dal Comune di Macerata in collaborazione con diversi partner, suggerisce una risposta affermativa. Da un lato le scoperte scientifiche, l’uso estremo e indiscriminato della tecnologia e delle sue potenzialità nell’ambito della comunicazione, e i ritmi incessanti con cui viaggiano le informazioni, ci hanno portato a un appiattimento generale, con la conseguenza che le identità delle singole culture si sono mescolate a favore di un meticciato progressivo. Dall’altro lato però sono rimaste ben salde alcune peculiarità identitarie, legate alla storia delle singole geografie e alla propria cultura artistica. E l’area adriatica, sia quella italiana, insieme a quella riguardante le sponde croate, albanesi e montenegrine, ha saputo preservare alcuni elementi che contraddistinguono i valori sempreverdi di un popolo, di una comunità. In quella Salentina, in cui opero da anni come Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, abbiamo sempre guardato al nostro passato per reinventare il futuro delle nuove generazioni e dell’intero territorio. Nell’istituzione che dirigo questa pratica si è espressa attraverso due distinti sguardi: da un lato abbiamo proseguito l’attenzione verso tecniche e materiali della tradizione anche locale – basti pensare alla pietra leccese, che in età Barocca ha raggiunto i punti estremi della sua raffinata eleganza nell’Architettura civile e religiosa – e dall’altro ci siamo spinti sempre più sulle nuove sperimentazioni, sui nuovi materiali. Così i nostri allievi sono stati in grado di guardare al futuro con ottimismo e competenze, senza però dimenticare le radici da cui provengono. E non è un caso se negli ultimi decenni la nostra Accademia – la prima istituita in Puglia nei lontani anni Sessanta – ha prodotto talenti che poi hanno fatto valere la Puglia in Italia e in Europa. Pensiamo a Luigi Antonio Presicce e a Francesco Arena, sicuramente tra i protagonisti più autorevoli del panorama dell’Arte Contemporanea del nostro Paese. Proprio la loro ricerca, a cui recentemente è stato dedicato un articolo sul primo numero dei Quaderni dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, è indicativa di quella riflessione che ho avanzato in apertura. Nonostante quel meticciato che contraddistingue il sistema dell’Arte internazionale, si può ancora trovare una via per raccontare le proprie radici con metodi e approcci nuovi. E le Accademie di Belle Arti hanno un compito importante in tal senso che, ne sono certo, sapranno affrontare con determinazione e grandi capacità di visione. Aggiunge Maya Bekay Nagy che le Accademie Italiane riconosciute dal MIUR sono le più importanti imprese italiane di Ricerca, luoghi dove si creano realtà meravigliose e sorprendenti. In trent’anni di insegnamento si concentrano e connettono le esperienze che mi legano alle varie Accademie italiane: Accademia di Belle Arti di Venezia, Accademia di Belle Arti di Macerata, Accademia di Belle Arti di Brera e Accademia Albertina di Torino e anche alle Accademie e Università di Belle Arti straniere, soprattutto ungheresi, mio paese di origine: di Vilnius, di Pécs, di Budapest, di Szeged e di Cluj, solo per citarne alcune, con le quali sono stati realizzati progetti importanti. L’Europa ha una grande tradizione storica e culturale incancellabile, anche se si cerca di sradicare l’uomo per renderlo un essere vagante e manipolabile da parte del globalismo e del cosmopolitismo. Possiamo difendere la nostra cultura se siamo legati alla nostra terra e alle nostre tradizioni proprio come l’Ing. Arch. Imre Makovecz ha dato l’esempio per il futuro e per i giovani. Il mio personale insegnamento verte principalmente su tre fondamenti: il primo è leggere un testo utile alla sinassi, per interpretarla e disegnarla come un lungo racconto e far sprigionare la sinapsi dei neuroni nella mente.Prendendo spunto dalle esposizioni curate dall’ l’Ing. Arch. Imre Makovecz, secondo la concezione di Rudolf Steiner del Genius Loci, vado a proporre ad ognuno lo studio del luogo di specifica appartenenza, ad esempio una Piazza della propria città dal punto di vista storico, architettonico e culturale suggerendo di progettare un murales, anche di gruppo, collaborando collegialmente. Il reale impegno credo consista proprio in questo, intraprendere e realizzare piani di lavoro in sinergia, simili alle progettazioni visitate alla Naba di Milano, pronte per essere già vendute. Il terzo criterio è progettare e dipingere la personale casa d’Artista, nella convinzione che, oltre ad apprendere le necessarie metodologie, la frequentazione dell’Accademia sia fondamentale soprattutto ai processi interiori evolutivi dell’Anima. L’Accademia come vera e propria Università di Ricerca, nel concetto del possibile sviluppo di Edmund Burke. Kostis Schizakis Curatore del Museo di Heraklion riporta la grande esperienza del Museo di Arti Visive di Heraklion fondato nel Maggio del 2000 come Associazione civile non profit, con lo scopo di supportare l’attività culturale ed artistica e in particolare promuovere e consolidare le Arti visive. Inoltre il Museo volge una attività di esposizione e promozione delle opere degli Artisti cretesi come in questa occasione, con molto piacere, aderendo alla Mostra Adriatica, la Via dell’Arte che si terrà in Italia presso il Museo Galleria gli Antichi Forni di Macerata. Ad oggi, oltre alle Mostre annuali tematiche che progetta, si occupa di organizzare seminari di carattere formativo, educativo e di ricerca sulla Creatività artistica, con attività editoriali per la realizzazione di libri, cataloghi e opuscoli, promuovendo lo sviluppo culturale della regione realizzando eventi sulla Letteratura, la Musica e la Danza. Numerose le attività estese dal Museo negli ultimi anni in tutta la Grecia, principalmente nelle Pinacoteche comunali di città come, tra le altre, Corfù, Ioannina, Arta … infine Atene al Centro per le Arti del Comune, con l’Esposizione titolata Arte Moderna, uno sguardo al paesaggio artistico di Creta. In queste esposizioni si è voluto mostrare, conoscere ed interpretare il percorso dell’Arte e della tradizione culturale di Creta negli ultimi 150 anni, analizzando le tecniche, lo stile e le correnti artistiche che nel tempo hanno influenzato gli Artisti. Negli ultimi due anni, a seguito dell’Esposizione Omaggio a El Greco, il Museo ha ottenuto un importante riconoscimento e visibilità tra i Centri di Cultura e gli Artisti con iniziative previste nella sede a Creta e ad Atene nel The HUB events e presso il Thissionlofts, luoghi di riferimento per l’Arte e la Cultura della Capitale. Quest’anno, afferma a chiusura Elena Dell’Andrea, ho l’onore di curare la seconda edizione della mostra Adriatica La Via dell’Arte nella città di Macerata, crocevia di culture che attraversano il Mare Adriatico. In quest’occasione mi spoglio dei panni di artista per vestire i panni di curatore, come altri illustri predecessori: Duchamp, Breton, Castellani, Manzoni e Sol LeWitt, per citarne alcuni. In questo nuovo ruolo non posso che, come dice la parola stessa curatore, prendermi cura dei miei simili e cercare di fare del mio meglio per dare la possibilità di esprimersi ad un ampio gruppo di Artisti. Il nostro Adriatico è un bacino che mette in comunicazione un mare, il Mediterraneo, porta sull’Oriente, con la terraferma, l’Europa. Lo sanno bene i poveri migranti che ogni giorno rischiano la vita per raggiungere il sogno di una vita migliore. Lo sapevano bene i veneziani che, su queste rotte, hanno fondato le loro ricchezze e mantenuto i contatti con l’Oriente. In questo liquido indeterminato, ma determinabile, si mescolano le Culture. L’Adriatico diventa il veicolo di contenuti culturali e spirituali, palesati grazie a questa Mostra, che ambisce a riunire gli Artisti, che da questo bacino attingono e trovano ispirazione. Gli Artisti, come l’acqua, sono un caos sensibile, sensibili agli avvenimenti, sensibili alle persone, all’altro da sé, attingono dal caos la materia prima per creare e svelare al pubblico nuovi orizzonti possibili. Con le loro opere ci indicano garbatamente la via verso il futuro. La Mostra Adriatica, la Via dell’Arte rinnova anche quest’anno l’occasione di costruire un ponte tra Culture. Ponte inteso anche in senso heideggeriano del termine, che collega il Cielo alla Terra, il Divino con il Terreno.

 


 

OPERE IN MOSTRA  

 


 

I VENERDÌ D’ARTE AGLI ANTICHI FORNI

In occasione dei Venerdì d’Arte, venerdì 11 Marzo 2016, alle ore 18.00, sempre presso la Galleria degli Antichi Forni, Piaggia della Torre a Macerata, sarà presentato il volume dal titolo Il Viaggio: Sandro Pertini fra i giovani e il popolo. Ricordi, incontri, testimonianze per l’Italia di oggi, a cura di Enrico Cuccodoro, l’Autore, con Alessandro Nardelli, Raffaele Marzo, Giovanni Pizzoleo. La copertina è stata disegnata da Giorgio Forattini, Edizioni Esperidi 2015. Enrico Cuccodoro, Docente di Diritto costituzionale all’Università del Salento e Coordinatore nazionale dell’Osservatorio Istituzionale per la Libertà e la Giustizia sociale Sandro e Carla Pertini sarà presente all’incontro per raccontare questo viaggio e ricordare l’Uomo che spalancò le porte dei Palazzi della politica ad oltre 500 mila studenti. …Questo impegno fattivo ci ricorda, interviene Francesco Ruggiero, la straordinaria impresa artistica realizzata da Joseph Beuys che fece piantare 7000 nuove querce negli spazi circostanti la città di Kassel a confermare che nell’impegno sociale Ogni uomo è un’Artista, che la nostra sensibilità verso i valori e i significati autentici aumenta se vi è la mediazione dell’Arte. Sandro Pertini, a 25 anni dalla sua scomparsa, ha lasciato un profondo solco quale esempio storico di educatore civico, ha avvicinato i giovani alla politica, contrariamente da quello che avviene oggi con la disaffezione alle dinamiche politiche ed istituzionali. Dialogheranno con l’Autore Marta Cerioni, Docente dell’Università Politecnica delle Marche, Alessio Botticelli, Giornalista de L’Appennino camerte e Radio C1 in Blu e Francesco Ruggiero, Direttore artistico. Dare spazio e visibilità ai giovani è tra le iniziative istituzionali più importanti, impegno costante dell’ex Presidente della Repubblica, che ha fatto dell’attenzione rivolta ai giovani una delle sue priorità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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